VOGUE Italia Intervista con la Designer

INTERVISTA CON LA DESIGNER
Respirare il profumo della pelle e creare calzature

inimitabili. Vi presentiamo Viviana Vignola di

Racine Carrée

Shoes designer, figlia d’arte. Sì, perché Viviana Vignola di Racine Carrée, sin da bambina, ha respirato il profumo intenso della pelle nei laboratori di famiglia. Tra i diversi accessori del mondo della pelletteria ha scelto, però, le calzature. Affascinata dalla loro struttura, tanto bella quanto architettonica, la giovane designer disegna per soddisfare le esigenze delle donne di oggi: viaggiatrici e multitasking. Lei stessa ci confessa che chi le indossa, poi non ne può più fare a meno. Insomma, scarpe belle e anche comode, due qualità che molto spesso non vanno d’accordo quando si parla di “shoes”. Eppure Viviana Vignola ci è riuscita. Leggete l’intervista per scoprire questo interessante brand Made in Italy, Racine Carrée, dedicato a donne moderne, eleganti e sempre in movimento.

Vieni dal mondo della pelletteria, la tua famiglia ha una conceria italiana. Come mai hai scelto il mondo della calzatura?

Sono nata e cresciuta all’interno delle concerie dove, sin da bambina, respiravo il profumo delle pelli più pregiate. Un profumo che non mi ha mai abbandonata e che riconoscerei ovunque anche bendata. La materia prima è sempre stata la mia passione ma la più grande ambizione era creare e posso dire con fermezza che il motore di tutto è la passione, quella spinta incondizionata che ci porta a rendere unico il nostro lavoro, da affiancare ovviamente alla competenza; creare un qualcosa che fosse unico partendo da elementi esclusivi. Ho sempre amato le complicazioni e le costruzioni, le scarpe viste partendo dalla struttura, perché non è così semplice come sembra. La calzatura è frutto di un processo architettonico complesso, un equilibrio perfetto. Pertanto ho colto la sfida.

Da dove parte una tua creazione: dalla pelle o sei ispirata da qualche immagine, forma?
Le fonti di ispirazione sono letteralmente ovunque, se si osservano le cose con attenzione. Mi piace guardare al passato e reinterpretarlo. Adoro fermarmi ad osservare le strade di Parigi , il ticchettio degli stiletti o il suono inconfondibile dei booties dalla suola possente. Osservo talvolta con gli occhi di una bambina che si lascia catturare da ogni singolo movimento dei piedi. I miei viaggi, gli odori, le opere d’arte ma soprattutto le donne, sono le donne la mia vera fonte di ispirazione.

Hai studiato prototipia, com’è conoscere ogni singola fase di produzione? È difficile partire dall’idea e arrivare alla calzatura concreta?
Ci vuole un misto di arte e scienza….davvero.. La ricerca della perfezione mi ha spinto sin dall’inizio a voler conoscere tutto delle calzature. La prototipia è la fase più complessa poiché tutto inizia dalla carta, da un semplice bozzetto che deve prendere vita. La parte creativa successivamente si deve fondere con la ricerca delle componenti strutturali, per poi mixare perfettamente i due elementi e passare alle prime fasi di montaggio di un prototipo. Ci vogliono poi diverse ripetizioni che in gergo definiamo sdifettamenti per arrivare al campione definitivo e finalmente apprezzarne le linee e la sinuosità quando si calza.

Qual è la particolarità delle tue calzature?
Sono inimitabili ed irresistibili per una moderna globe trotter. E fanno sentire le mie donne uniche. Ogni donna che le indossa non le abbandona più.

Hai un’icona che vorresti che indossasse le tue calzature?
“BELLE, INTELLIGENTI, AUDACI, questo il target delle donne Racine Carrée. Senza ombra di dubbio, la mia icona resta per sempre Gabrielle Bonheur Chanel, che definisco icona di eleganza in movimento. Una donna forte, che ha saputo incontrare e comprendere le esigenze delle donne.

Quante scarpe deve avere una donna…
La domanda corretta è quante cabine armadio deve avere una donna per riporle tutte…

E tu, quante ne hai?
Non riesco più a contarle ormai…